Jack and Joe Theatre

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6-7-8-9 luglio 2006

AUGUSTO MIO!
Laboratorio intensivo sul clown, con interesse particolare rivolto allo studio del ruolo dell’augusto, tenuto da Mario Cavallero

Orario:                  6 e 7 luglio dalle 10.00 alle 18.00
                                  8 e 9 luglio dalle 16.00 alle 24.00

Costo:                    € 150

Posti disponibili:      15 ( con prenotazione entro il 29 giugno 2006) aperto a tutti professionisti e non.

Iscrizioni                            Acconto: € 50 all’atto dell’iscrizione tramite bonifico bancario
Monte dei Paschi di Siena – c/c 4611.89, Abi 01030, Cab 38050
Saldo: € 100 di saldo il primo giorno di lezione

Informazioni:           Teatro: Tel. 055-826022 – eMail: teatro@adrianomiliani.com

                                  Insegnante: Cell. 339-8378776 eMail: mario.cavallero@aliceposta.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Questo è il nome del clown per antonomasia che è pieno d’energia, di grandi sentimenti, di amore per il pubblico ma è principalmente uno stato d’animo presente in ognuno di noi, magari un po’ sopito, nascosto o semplicemente non individuato.

Ricercarlo e risvegliarlo, valorizzando la nostra originalità, rappresenta obiettivo principale dello stage. Partire dall’entrée classica e studiare tutta la famiglia dei clown per poi approdare ad un clown più teatrale che potrà anche abbandonare il naso rosso.

Gli allievi dovranno munirsi di:

- naso rosso di gomma piuttosto morbida con elastico

- costume di fantasia personale con propri indumenti

Note dell’insegnante:

La figura del clown da qualche tempo attraversa una crisi legata all’immagine stereotipata cui siamo purtroppo abituati tipo il solito quadro da trattoria con clown piangente (provvisto di lacrima da Pierrot!) o la stanca cerimonia di rispolvero del solito costume, acquistato in un centro commerciale, e indossato (il più delle volte malvolentieri in occasione del carnevale).

Se poi, come logica vuole, andiamo a cercarlo al circo il più delle volte assistiamo alle solite stanche entrate interpretate da acrobati in via di pensionamento o da elementi presi addirittura su piazza e mandati allo sbaraglio.

Questo panorama potrebbe far pensare a qualcuno che il clown sia cosa morta.

Ma il clown potrà morire solo quando la razza umana scomparirà essendo uno stato d’animo che è molto spesso ed “esclusivamente” presente nella nostra vita.

Specie quando i nostri pensieri profondi rivolti ai grandi sentimenti ci impediscono d’essere razionali nei piccoli momenti che necessitano di un minimo d’attenzione, per esempio nel rapporto con gli oggetti, (quando, com’è successo ad un mio  amico, si mettono le scarpe nel frigorifero e il prosciutto nel portascarpe).

Quindi scoprire (o riscoprire) e studiare il clown che è in noi è l’affascinante lavoro che ci aspetta.

Conosceremo la maschera del clown e cioè il naso (rosso o di altro tipo) ; dopo  aver preso confidenza con essa e con il costume che ci saremmo inventati vedremo come cammina e parla il nostro clown, come dialoga con gli altri clown e come sia la sua arma più potente ed efficace che è il “Si!” contro l’impero dei “No!” che conosciamo fin troppo bene. La semplicità, la naturalezza e la disponibilità al gioco (e al mettersi in gioco) ci rimetteranno a contatto con il nostro bambino, troppe volte trascurato, ma fonte d’energia primaria per il clown.

Saremo quindi in grado di presentare, dopo adeguata preparazione, il nostro numero eccezionale al capo del circo più famoso ed apprezzato del pianeta.

Avremo poi la possibilità di partecipare alla “messa in scena” dei grandi classici del teatro, del cinema e della letteratura financo sacra, assieme alla nostra famiglia di clown.

Il proprio clown esiste, naturalmente, anche di là dall’uso della maschera - naso.

A questo punto togliersi il naso sarà impegnativo almeno quanto lo è stato il metterselo.

Questa volta ci sentiremo più scoperti e vulnerabili ma, come il clown che lancia il sasso in aria e con la forza della propria energia riesce a tenerlo sospeso sopra la sua testa senza farlo ricadere così noi si dovrà essere in grado con l’energia, la creatività e la concentrazione di non far cadere il gioco del personaggio che interpretiamo e questo anche nel dialogo diretto con le persone che coinvolgeremo. (Mario Cavallero)

 

 

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