Jack and Joe Theatre

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1-2-3 ottobre 2004

Laboratorio teatrale tenuto da Adriano Miliani

Orario:
Venerdì dalle 21.30 alle 24.00
Sabato e Domenica dalle 10.30 alle 19.30
Costo:
€ 80
Posti disponibili:
15 (con prenotazione entro il 29 settembre 2004)
Informazioni:
055/826022 –335-5435182 (Adriano) – teatro@adrianomiliani.com

 

Tre giorni di Laboratorio, anzi due giorni ed una sera, sono una buona occasione per non correre e per tenere i telefonini spenti: un’occasione di gioco dove io sarò solo il conduttore, come si dice oggi il moderatore, delle nostre proposte.
Cosa imparerete, o cosa disimparerete, non è dato saperlo poiché l’imparare o viceversa è visione “ministeriale” e non ci riguarda.

Il teatro, nella sua essenza, trascende la contingenza, il periodo storico-economico, il come si sta’: il teatro vive di forza propria e noi possiamo farlo o stare a guardare. Per farlo dobbiamo pensare semplice o meglio cercare di non pensare.

E’ vero ci sono i metodi d’insegnamento, sono anche molto importanti, ne praticheremo diversi, ma più importanti sono i profumi delle persone. (Adriano Miliani)

 

Adriano Miliani

E’ attivo in ambito teatrale da un quindicennio come interprete, regista, drammaturgo, ideatore e realizzatore di scene e macchinerie teatrali, nonché come docente in corsi di recitazione e seminari sul training fisico.

 

 

 

 

 

8-9-10-11-12-13 novembre 2004

Laboratorio teatrale tenuto da Claudio Morganti

Orario:
Dal Lunedì al Sabato dalle 20.00 alle 24.00
Costo:
€ 150
Posti disponibili:
15 (con prenotazione entro il 2 ottobre 2004)
Informazioni:
055/826022 – teatro@adrianomiliani.com

 

Se alla fine di un laboratorio è prevista una dimostrazione di lavoro, lo si dovrebbe chiamare “prove”.

Se durante un laboratorio si applicano metodologie di insegnamento, lo si dovrebbe chiamare “scuola”.

Ma “laboratorio” è qualcosa di più piccolo e dunque più prezioso, è occasione privilegiata di incontro tra i partecipanti, incontro in campo non definibile.

Dove si può dire o ascoltare, tentar di fare o cercar di vedere, parlare delle cose e del loro contrario. Riprodurre, cioè, con parole e fatti ciò che il teatro è negli atti : “analogia”, lasciando finalmente la formuletta “metafora della vita” all’unico settore degno di porgerla: lo sport.

Il teatro è arte e l’arte è un’altra cosa, vive di vita propria con o senza la presenza degli artisti.

Ciò che per tutto il resto vale, non vale per il laboratorio.

Ogni qualvolta si avverte l’accattivante (in quanto cattivo) odore di una “regola” significa che il laboratorio è stato tradito.

Ma le regole sono dure da abbattere e il laboratorio, per sua morbida natura accetta il tradimento, provando soltanto una leggera e dolce malinconia.

Sentite? Già si avverte l’odore di una regola: la “scheda di presentazione”. (Claudio Morganti)

 

 

 

 

 

4-5 dicembre 2004

Formazione teatrale attraverso l’improvvisazione

Laboratorio teatrale tenuto da Daniela Morozzi e Bruno Cortini della Lega Italiana Improvvisazione Teatrale

Orario:
Sabato (14.30/19), Domenica (11/13 – 15/19)
Costo:
€ 60
Posti disponibili:
18 persone (con prenotazione entro il 30 novembre 2004)
Informazioni:
055/826022 – teatro@adrianomiliani.com

 

Questo laboratorio si propone di avvicinare i partecipanti alla pratica teatrale attraverso l’improvvisazione, tecnica che è alla base del lavoro della maggior parte delle scuole di teatro (Strasberg, Grotowsky, Lecoq solo per citarne alcune).

Lavorando sulla comunicazione, creatività, ascolto dell’altro e integrazione si possono raggiungere vari obiettivi:

Avvicinarsi al teatro in maniera non accademica, bensì ludica.

Per ciò che riguarda gli attori professionisti il lavoro è una forma di aggiornamento rispetto all’attività professionale, un modo per riscoprire la freschezza delle emozioni, il rapporto istintivo ed intuitivo col testo o col personaggio, la forza del rapporto con gli altri attori.

Qualità che spesso vengono meno a causa dell’abitudine, del “mestiere”, dei tempi di produzione sempre più ristretti.

Avvicinarsi alla pratica dell’improvvisazione in un’ottica che non è necessariamente quella dello studio per una migliore definizione del testo o del personaggio, ma come costruzione “all’improvviso” di storie che abbiano una struttura che dal pubblico viene percepita come “scritta”.

La didattica

In tutti e tre i casi è ovviamente necessario un percorso didattico complesso che parte da presupposti generali applicabili in differenti ambiti e che possono essere così sintetizzati:

La nostra è una ricerca sulla comunicazione. Improvvisare con altre persone significa, innanzitutto, rapportarsi con soggetti di cui non si conoscono le intenzioni ma con i quali si deve riuscire a mettersi in relazione diretta a più livelli -  corpo/mente/parola/emozioni - in maniera tale da poter essere compresi e comprendere: ogni messaggio diviene, a sua volta, stimolo e risposta.

Lavoriamo sulla creatività: non si intende dare semplicemente libero sfogo alla fantasia ma stabilire dei canali preferenziali per l’espressività che non soffrano di atteggiamenti censori o intellettualistici. In gergo diremmo “saltare il pensiero” ed “essere” nell’azione. Ciò presuppone la capacità di dare alla creatività una struttura che non sia frutto di preconcetti, ma che sia funzionale alla coerenza e comprensione del messaggio. In altre parole  lavoro di ricerca e di stimolazione dei processi creativi di ogni allievo in modo da spostare idealmente la propria condizione di attore e quella di attore/autore.

Da quanto detto consegue il terzo punto relativo a ciò che definiamo ascolto dell’altro e della situazione generale. L’obiettivo è arrivare ad una capacità percettiva complessiva più sviluppata che permetta di valorizzare l’altro, di cui si devono tenere in considerazione le proposte verbali/fisiche/emotive.

L’ultimo punto fondamentale è l’integrazione fra gli individui: una volta messe a punto queste attitudini si tratta di integrare se stessi e l’altro in una relazione dinamica che vada verso un superamento creativo delle rispettive posizioni. Le capacità individuali e la disponibilità verso gli altri attori vengono messe al servizio della costruzione di una struttura globale, di uno sviluppo narrativo e drammaturgico dell'improvvisazione. In quest'ultima fase l'attore non è più solo attore/autore/regista di se stesso, ma indirizza questa funzione a tutto il gruppo.

Il corso

Durante le lezioni verranno affrontate varie fasi: il riscaldamento collettivo volto a rafforzare il gruppo e a stimolare l’attenzione; gli esercizi individuali in cui si mette alla prova la creatività e il rapporto con le emozioni; gli esercizi eseguiti a coppie o a piccoli gruppi in cui si lavora sull’ascolto e l’integrazione; la costruzione delle storie e specificamente sulla struttura.

 

 

 

 

 

19-20 febbraio 2005

Laboratorio teatrale tenuto da Norberto Presta (Argentina)
del Centro di produzione teatrale Via Rosse di Padova

Orario:
Sabato e Domenica dalle 14.00 alle 19.00
Costo:
€ 70
Posti disponibili:
15 (con prenotazione entro il 14 febbraio 2005)
Informazioni:
055/826022 –335-482883 (Mirella) – teatro@adrianomiliani.com

 

INTRODUZIONE ALL’ALLENAMENTO ATTORALE

Rivolto anche a chi ha poca o nessuna esperienza

Il seminario che proponiamo rispecchia i principi su cui Via Rosse basa il proprio lavoro teatrale.

In questa occasione offriremo un approccio ai fondamenti del training attorale.

L’allenamento e’ un confronto profondo dell’attore con se stesso, il quale cerca di superare i propri limiti e i propri blocchi, trovando la sua individuale qualita’ di movimento. Non si tratta di imparare dei movimenti, ne’ verranno proposti solo una serie di esercizi piu’ o meno intelligenti per stare piu’ o meno in forma, ma una disciplina formativa che lavora sulla presenza fisico-psichica dell’attore: la sua cultura.

Attraverso l'allenamento, l'attore costruisce la sua cultura: il rapporto dell'individuo con lo strumento del suo lavoro. Solo che nel teatro lo strumento è l'individuo stesso. Nell'allenamento fisico- psichico lavoriamo sulla fisicità, cercando un corpo organico: un corpo senza frattura con la mente, e/o con l'emozione, e/o con la parola.

Dunque, lavoreremo su:

- I tre livelli di concentrazione: IO, L’ALTRO, LO SPAZIO

- Produrre e ascoltare gli impulsi del corpo

- Studio di movimenti (salti, giri, lavori sull’equilibrio…)

- La respirazione

- Sonorità nel corpo e nello spazio:

la voce parlata (suono e testo)

la voce cantata (suono e canzoni)

- L’improvvisazione

 

Ogni partecipante dovrà conoscere a memoria (perfettamente) un testo di almeno dieci righe. Può trattarsi di un testo teatrale, o anche no, è importante però che non venga scelto superficialmente, ma che corrisponda a un proprio interesse.

 

 

 

 

23-24-25-26-27-28 maggio 2005

Laboratorio teatrale tenuto da Claudio Morganti

Orario:
Dal Lunedì al Sabato dalle 20.00 alle 24.00
Costo:
€ 160
Posti disponibili:
15 (con prenotazione entro il 14 maggio 2005)
Pagamento:
60 acconto all’iscrizione - € 100 saldo il primo giorno di lezione
Informazioni:
055/826022 – teatro@adrianomiliani.com

 

Se alla fine di un laboratorio è prevista una dimostrazione di lavoro, lo si dovrebbe chiamare “prove”.

Se durante un laboratorio si applicano metodologie di insegnamento, lo si dovrebbe chiamare “scuola”.

Ma “laboratorio” è qualcosa di più piccolo e dunque più prezioso, è occasione privilegiata di incontro tra i partecipanti, incontro in campo non definibile.

Dove si può dire o ascoltare, tentar di fare o cercar di vedere, parlare delle cose e del loro contrario. Riprodurre, cioè, con parole e fatti ciò che il teatro è negli atti : “analogia”, lasciando finalmente la formuletta “metafora della vita” all’unico settore degno di porgerla: lo sport.

Il teatro è arte e l’arte è un’altra cosa, vive di vita propria con o senza la presenza degli artisti.

Ciò che per tutto il resto vale, non vale per il laboratorio.

Ogni qualvolta si avverte l’accattivante (in quanto cattivo) odore di una “regola” significa che il laboratorio è stato tradito.

Ma le regole sono dure da abbattere e il laboratorio, per sua morbida natura accetta il tradimento, provando soltanto una leggera e dolce malinconia.

Sentite? Già si avverte l’odore di una regola: la “scheda di presentazione”. (Claudio Morganti)

 

 

 

 

 

Il laboratorio si terra’ presso il Centro Fnas del Fiano (Certaldo)

9-10-11-12 giugno 2005

Laboratorio fisico-teatrale tenuto da Alexey Merkuschev e Adriano Miliani

Orario:
Giovedi’ e Venerdi’ dalle 20.00 alle 24.00
Sabato e Domenica dalle 10.00 alle 17.00
Costo:
€ 125
Posti disponibili:
15 (con prenotazione entro il 3 giugno 2005)
Informazioni:
055/826022 – teatro@adrianomiliani.com

 

Quattro giorni di Laboratorio, anzi due giorni interi e due sere, sono una buona occasione per non correre e per tenere i telefonini spenti: un’occasione di gioco dove Adriano e Alexey saranno solo i conduttori, come si dice oggi i “moderatori”, delle nostre proposte.

Cosa imparerete, o cosa disimparerete, non è dato saperlo poichè l’imparare o viceversa è visione “ministeriale” e non ci riguarda.

Il teatro, nella sua essenza, trascende la contingenza, il periodo storico-economico, il come si stà : il teatro vive di forza propria e noi possiamo farlo o stare a guardare.

Per farlo dobbiamo pensare semplice o meglio “cercare di non pensare”.

E’ vero ci sono i metodi di insegnamento, sono anche molto importanti, ne praticheremo diversi, ma più importanti sono i profumi delle persone.

 

Alexej Merkushev (Russia)

Alexej Merkushev, è attivo in ambito teatrale da un quindicennio come ballerino, interprete e regista.

Il suo lavoro prende spunto dalle diverse esperienze, dalla danza Butoh al clown, partendo dalla scansione del movimento, al ritmo scenico per arrivare alla leggerezza e all’innocenza del clown.

Alexej Merkushev attualmente vive in Germania dove ha fondato la sua compagnia con la quale gira in tournee’ tutta l’Europa ed è stato citato tra i migliori artisti presenti al Fringe Festival di Edimburgo nel 2002.

 

Adriano Miliani (Italia)

Adriano Miliani è attivo in ambito teatrale da un quindicennio come interprete, regista, drammaturgo, ideatore e realizzatore di scene e macchinerie teatrali, nonché come docente in corsi di recitazione e seminari sul training fisico.

Dal 1990 Adriano Miliani partecipa in qualità d’interprete a numerosi spettacoli prodotti da diverse compagnie internazionali con le quali va in tournée in vari paesi europei (Russia, Polonia, Germania, Ungheria, Francia, Olanda, ....) dove tali spettacoli ricevono riconoscimenti in importanti rassegne e festivals. Una costante della sua attività e della sua visione teatrale è la rilevanza riservata all’elemento onirico-immaginativo in quanto dovere e necessità vitale dell’uomo. Tale elemento è da lui estrinsecato anche attingendo liberamente alla molteplicità di proposte suggerite da diverse scuole e linguaggi scenici. Nel 2003 fonda il Jack and Joe Theatre di Cerbaia in qualità di direttore artistico.

 

Miliani e Mekushev lavorano insieme da 15 anni e sono stati entrambi membri della compagnia Derevo di S. Pietroburgo, attualmente stanno proponendo al pubblico italiano ed estero il nuovo lavoro The Office e parteciperanno nel mese di maggio all’allestimento della performance di apertura del Festival Internazionale di Teatro di Gerusalemme. Nel seminario Merkushev si occuperà piu’ propriamente della parte fisica del lavoro di attore e Miliani della parte filosofico-recitativa.

 

 

 

 

 

15-16-17 luglio 2005

AUGUSTO MIO!
Laboratorio intensivo sul clown, con interesse particolare rivolto allo studio del ruolo dell’augusto, tenuto da Mario Cavallero

Orario:
Ven. 15 luglio dalle 14.00 alle 19.00
Sab 16 e Dom 17 luglio dalle 10.00 alle 19.00
Costo:
€ 120
Posti disponibili:
15 ( con prenotazione entro il 9 luglio 2005) aperto a tutti, professionisti e non.
Pagamento:
Acconto: € 60 all’atto dell’iscrizione tramite bonifico bancario
Monte dei Paschi di Siena – c/c 4611.89, Abi 01030, Cab 38050
Saldo: € 60 il primo giorno di lezione
Informazioni:
Teatro: Tel. 055-826022 – eMail: teatro@adrianomiliani.com
Insegnante: Cell. 339-8378776 - eMail: mario.cavallero@aliceposta.it
Alloggio:
Per i partecipanti provenienti da fuori Firenze è possibile trovare una sistemazione a prezzi modici in zona.

 

Questo è il nome del clown per antonomasia che è pieno d’energia, di grandi sentimenti, di amore per il pubblico ma è principalmente uno stato d’animo presente in ognuno di noi, magari un po’ sopito, nascosto o semplicemente non individuato.

Ricercarlo e risvegliarlo, valorizzando la nostra originalità, rappresenta obiettivo principale dello stage. Partire dall’entrée classica e studiare tutta la famiglia dei clown per poi approdare ad un clown più teatrale che potrà anche abbandonare il naso rosso.

Gli allievi dovranno munirsi di:

-          naso rosso di gomma piuttosto morbida con elastico

-          costume di fantasia personale con propri indumenti

Note dell’insegnante:

La figura del clown da qualche tempo attraversa una crisi legata all’immagine stereotipata cui siamo purtroppo abituati tipo il solito quadro da trattoria con clown piangente (provvisto di lacrima da Pierrot!) o la stanca cerimonia di rispolvero del solito costume, acquistato in un centro commerciale, e indossato (il più delle volte malvolentieri in occasione del carnevale).

Se poi, come logica vuole, andiamo a cercarlo al circo il più delle volte assistiamo alle solite stanche entrate interpretate da acrobati in via di pensionamento o da elementi presi addirittura su piazza e mandati allo sbaraglio.

Questo panorama potrebbe far pensare a qualcuno che il clown sia cosa morta.

Ma il clown potrà morire solo quando la razza umana scomparirà essendo uno stato d’animo che è molto spesso ed “esclusivamente” presente nella nostra vita.

Specie quando i nostri pensieri profondi rivolti ai grandi sentimenti ci impediscono d’essere razionali nei piccoli momenti che necessitano di un minimo d’attenzione, per esempio nel rapporto con gli oggetti, (quando, com’è successo ad un mio  amico, si mettono le scarpe nel frigorifero e il prosciutto nel portascarpe).

Quindi scoprire (o riscoprire) e studiare il clown che è in noi è l’affascinante lavoro che ci aspetta.

Conosceremo la maschera del clown e cioè il naso (rosso o di altro tipo) ; dopo  aver preso confidenza con essa e con il costume che ci saremmo inventati vedremo come cammina e parla il nostro clown, come dialoga con gli altri clown e come sia la sua arma più potente ed efficace che è il “Si!” contro l’impero dei “No!” che conosciamo fin troppo bene. La semplicità, la naturalezza e la disponibilità al gioco (e al mettersi in gioco) ci rimetteranno a contatto con il nostro bambino, troppe volte trascurato, ma fonte d’energia primaria per il clown.

Saremo quindi in grado di presentare, dopo adeguata preparazione, il nostro numero eccezionale al capo del circo più famoso ed apprezzato del pianeta.

Avremo poi la possibilità di partecipare alla “messa in scena” dei grandi classici del teatro, del cinema e della letteratura financo sacra, assieme alla nostra famiglia di clown.

Il proprio clown esiste, naturalmente, anche di là dall’uso della maschera - naso.

A questo punto togliersi il naso sarà impegnativo almeno quanto lo è stato il metterselo.

Questa volta ci sentiremo più scoperti e vulnerabili ma, come il clown che lancia il sasso in aria e con la forza della propria energia riesce a tenerlo sospeso sopra la sua testa senza farlo ricadere così noi si dovrà essere in grado con l’energia, la creatività e la concentrazione di non far cadere il gioco del personaggio che interpretiamo e questo anche nel dialogo diretto con le persone che coinvolgeremo. (Mario Cavallero)

 

Mario Cavallero è diplomato alla scuola di teatro di Bologna diretta da Alessandra Galante Garrone dove è stato allievo di Pierre Byland.

Ha iniziato nel teatro di piazza assieme ad Alessandro Fantechi, passando poi dal Teatro di prosa (Paolo Poli, Gianfranco de Bosio, Vittorio Franceschi) alla televisione (Proffimamente non-stop di Enzo Trapani e Bruno Voglino, Jeans 2 con Fabio Fazio, Ieri Goggi e domani con Loretta Goggi, Finalmente soli con Jerry Scotti e Maria Amelia Monti, il Mammo con Enzo Jacchetti e Natalia Estrada), alla radio (il cammello di Radio 2, Con parole mie di Umberto Broccoli), al cinema (Non chiamarmi Omar di Sergio Staino, Né terra né cielo di Beppe Ferito), all’autore e regista (Guglielmo Tell, Sherlock Holmes, Franz Stimpfler’memorial), all’insegnamento (tiene corsi sul clown e l’improvvisazione teatrale in tutta Italia), suo il “Il Teatro in coda” Galleria degli Uffizi, Galleria dell’Accademia  Ass. Cultura, Ass.Turismo – Comune di Firenze, Provincia di Firenze.

 

 

 

 

 

3-4-5 ottobre 2005

Laboratorio di danza butoh tenuto da Atsushi Takenouchi

Orario:
Dalle 10.00 alle 14.00
Costo:
€ 130
Posti disponibili:
18 (con prenotazione entro il 26 settembre 2005)
Pagamento:
Acconto: € 50 all’atto dell’iscrizione
(bonifico MPS  cc 4611,89 ABI 01030 CAB 38050)
Saldo: € 80 il primo giorno di lezione
Informazioni:
055/826022 – teatro@adrianomiliani.com
Massimo Pierini: 329/0908119 - massimopierini@yahoo.com

Elementi di studio:

-          equilibrio

-          camminare attraverso il trasferimento del peso

-          la camminata della vita, la camminata della morte

-          camminare in varie situazioni di restrizione

-          il movimento del corpo dall' interno all'esterno

-          lavoro sulle trasformazioni umane, animali e dei materiali naturali:

o        embrione, neonato, bambino, adulto, vecchio

o        insetto, bestia, albero, erba, fiore

o        gas, liquido, solido, gel, ameba, organismo, minerale

-          movimento conscio e movimento inconscio per una danza

-          danzare un sogno

-          gravitare e fluttuare

-          vari suoni ed espressioni del corpo, voce

-          il processo della metamorfosi

-          la danza attraverso l' organico e l'inorganico

-          contatto con altre vite

-          come possiamo danzare disperati

-          cercare la propia espressione che proviene dalle emozioni, focalizzando sulle cose reali che sono dentro il danzatore.

 

NOI STIAMO DANZANDO CON E SIAMO DANZATI DA

Questo è un principio del JINEN, lo stile di danza Butoh elaborato da Atsushi Takenouchi, basato su un costante dialogo tra l'interno del danzatore e tutto ciò che lo circonda.

Computer, automobili, benzina, erba e alberi, umani.. sono tutti vita.

Il corpo non è nostro. Siamo semplici vite insieme ad altri.

Così risuonmiamo la ribellione, il crescere con la fame, il pianto, il riso..

e con tutto danziamo.

tutto è JINEN  

(Atsushi Takenouchi)

 

Atsushi Takenouchi danza dal 1980 con la compagnia " Hoppo - Butoh -ha", in Hokkaido, lavorando con Tatsumi Hijikata e Kazuo Ohno , padri fondatori del Butoh.

Dal 1986 inizia a sviluppare il JINEN, suo personale stile, creando spettacoli come universale espressione della natura e dei tempi antichi.

Ha insegnato e fatto spettacoli in Giappone dal 1996 al 1999 e dal 2002 è principalmente in Europa e nelle Americhe, sostenuto dal governo giapponese.

Per maggiori informazioni: http://omnisound.jp/Jinenco/

 

 

 

 

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